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Cooperazione territoriale

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Il progetto URBACT "UNIDAS4EU" per la prevenzione della violenza di genere

A Vicenza, l’hackathon Digital Tech Warriors esplora il potenziale della tecnologia per contrastare la violenza di genere, sostenere l’autonomia delle persone e favorire nuove forme di collaborazione europea. 

27 ott 2026
gruppo di ragazzi coinvolti nelle attività

I Digital Tech Warriors a Vicenza 

Come può una città diventare più sicura e inclusiva? E in che modo la tecnologia, il coinvolgimento dei cittadini e la collaborazione tra istituzioni possono contribuire a prevenire la violenza di genere?
A Vicenza, queste domande hanno preso forma il 16 e 17 ottobre 2026 con Digital Tech Warriors, l’hackathon dedicato all’innovazione tecnologica per il contrasto alla violenza di genere. In 36 ore di lavoro, 71 partecipanti, tra studenti, sviluppatori, imprenditori e professionisti, hanno collaborato per individuare bisogni concreti e progettare possibili soluzioni per le persone e la città.
L’iniziativa, organizzata dal Movimento Donne Impresa e dal Digital Innovation Hub di Confartigianato Vicenza, con il patrocinio del Comune di Vicenza e il supporto del progetto Interreg URBACT UNIDAS4EU, rappresenta un esempio di come la prevenzione possa diventare un terreno di sperimentazione condivisa, mettendo in dialogo competenze tecnologiche, sociali ed economiche.
Il risultato è stato un insieme di proposte che affrontano la violenza e le disuguaglianze da prospettive diverse: educazione, sicurezza urbana, autonomia economica, salute, stereotipi e conciliazione tra vita e lavoro. Temi che, pur partendo da bisogni locali, rimandano a una sfida comune a molte città europee.
Guidati da un approccio Tech for People, i partecipanti hanno lavorato su nove aree tematiche, dalla tecnologia al linguaggio, dalla scuola alla sicurezza urbana, fino alla parità nel lavoro e alla condivisione delle responsabilità di cura. I diversi team hanno analizzato i problemi, individuato i bisogni e sviluppato le proprie proposte attraverso momenti di confronto, progettazione e sperimentazione, con il supporto di mentor e facilitatori. Al termine dell’hackathon, 13 progetti sono stati presentati a due giurie, che li hanno valutati sulla base dell’innovazione tecnologica e dell’impatto sociale.


Tra le soluzioni presentate, tre hanno ricevuto un riconoscimento.

 

immagine rotonda del logo ufficiale del progetto

 

«Era solo una battuta», del team noAge, vincitore del primo premio, è un videogioco narrativo rivolto agli studenti delle scuole medie. L’obiettivo è aiutarli a riconoscere gli stereotipi e i comportamenti irrispettosi nella vita quotidiana, intervenendo sul piano educativo e culturale.

 

 

FRIENDlyZONE, del team «Ai can do it», vincitore del premio Tech Innovation, propone una mappa digitale della sicurezza percepita nelle strade di Vicenza. Attraverso valutazioni dei luoghi e segnalazioni anonime, lo strumento intende individuare percorsi percepiti come più sicuri e offrire elementi utili per riflettere sulla qualità dello spazio pubblico.

 


 

WeBalance, del team WorkLifeWarriors, vincitore del premio Social Impact, affronta invece il rapporto tra lavoro e vita privata attraverso un’applicazione che considera flessibilità degli orari, lavoro da remoto e condivisione degli spostamenti. La proposta mette in evidenza il legame tra autonomia economica, responsabilità di cura e libertà di scelta.

 

Al team SOR è stata inoltre assegnata una menzione speciale per il miglior utilizzo di strumenti vocali di intelligenza artificiale, con il progetto «Evidence Please».

Le proposte affrontano aspetti differenti, ma condividono un elemento: la volontà di intervenire sulle condizioni che influenzano la sicurezza, il benessere e le opportunità delle persone. Non si tratta di soluzioni già validate, ma di idee da sviluppare e sperimentare, anche in dialogo con i servizi e le politiche pubbliche.

 

UNIDAS4EU: una rete europea per contrastare la violenza di genere e domestica

L’esperienza di Vicenza si inserisce nel percorso di UNIDAS4EU, progetto finanziato dal Programma Interreg URBACT IV nell’ambito delle Transfer Networks, che promuove lo scambio e l’adattamento di buone pratiche tra città europee per contrastare la violenza di genere e domestica.
La sfida non riguarda soltanto la disponibilità di servizi, ma anche la capacità dei territori di lavorare insieme, condividere informazioni e costruire risposte coordinate. Prevenire la violenza e sostenere le vittime richiede infatti il coinvolgimento di amministrazioni locali, servizi sociali e sanitari, forze dell’ordine e organizzazioni della società civile.
È da questa esigenza che nasce la buona pratica UNIDAS, sviluppata nell’area portoghese del Douro, Tâmega e Sousa. Nel 2018, gli undici comuni del territorio registravano quasi il 10% dei reati di violenza domestica denunciati nel Nord del Portogallo. La risposta era frammentata: soltanto sei comuni disponevano di forme di supporto specializzato, le procedure differivano da un territorio all’altro e lo scambio di informazioni tra istituzioni era limitato. Per molte vittime, ciò significava dover raccontare più volte la propria esperienza, percorrere lunghe distanze per accedere all’assistenza e orientarsi tra servizi non sempre coordinati. Mancavano inoltre dati territoriali condivisi per comprendere i bisogni e valutare l’efficacia degli interventi. La risposta è stata la costruzione di un modello di governance intercomunale capace di integrare servizi sociali, supporto psicologico e assistenza legale, armonizzare le procedure e promuovere strumenti comuni di monitoraggio.
Il valore della pratica risiede proprio in questo passaggio: dalla somma di interventi separati a un sistema di collaborazione multidisciplinare e continuativa, pensato per rendere più accessibili ed efficaci le risposte alle persone che subiscono violenza.
Avviato il 1° novembre 2025 e con conclusione prevista il 30 aprile 2028, UNIDAS4EU coinvolge partner di Portogallo, Italia, Grecia, Spagna, Francia e Ungheria, oltre a un partner universitario ucraino.

La rete è coordinata dalla Comunità intercomunale di Tâmega e Sousa e comprende il Comune di Vicenza, il Comune di Drama, il Comune di Bétera, la Città di Meylan, il XII Distretto di Budapest e la Dragomanov Ukrainian State University.
L'obiettivo non è replicare un modello in modo identico, ma comprenderne i principi, confrontarli con le caratteristiche dei diversi contesti e individuare modalità di applicazione coerenti con i bisogni locali. In questo processo, lo scambio europeo diventa uno strumento di apprendimento reciproco: le amministrazioni possono confrontare approcci, rafforzare le proprie competenze e sperimentare nuove modalità di collaborazione tra istituzioni, servizi e comunità.

Da Vicenza alla rete europea: il prossimo passo


L'esperienza di Vicenza mostra come questo percorso possa dialogare anche con iniziative di innovazione dal basso.

Se la buona pratica portoghese interviene sul coordinamento dei servizi e sulla governance territoriale, Digital Tech Warriors apre uno spazio di sperimentazione nel quale cittadini e professionisti possono contribuire a individuare bisogni e immaginare risposte. Sono dimensioni diverse, ma complementari: da una parte, la costruzione di sistemi di assistenza più coordinati; dall'altra, la ricerca di strumenti capaci di sostenere la prevenzione e migliorare la qualità della vita urbana.

Il percorso proseguirà con un nuovo momento di confronto internazionale. I tre team vincitori dell'hackathon sono stati invitati a presentare nuovamente i propri progetti durante il meeting transnazionale URBACT che Vicenza ospiterà a settembre 2027.
Sarà un'occasione per condividere l'esperienza con le città partner, confrontare approcci differenti e riflettere sulle possibilità di adattare le proposte ad altri contesti. Il dialogo con la rete europea potrà contribuire a valorizzare le idee emerse e a individuare nuove opportunità di sperimentazione.
Il contrasto alla violenza di genere non può essere affidato alla sola tecnologia. Richiede prevenzione, servizi accessibili, cambiamenti culturali e un impegno continuativo delle istituzioni e della società. Gli strumenti digitali possono tuttavia contribuire a riconoscere i bisogni, coinvolgere le comunità e sperimentare nuove modalità di intervento, purché siano accompagnati da attenzione ai diritti, accessibilità e adeguate garanzie per le persone.

 



Approfondimenti e link utili 

  • Pagine dedicate al progetto UNIDAS4EU del portale URBACT.
  • Pagine dedicate al progetto del sito istituzionale del Comune di Vicenza.
  • Articolo in inglese “Hackathon e violenza di genere: quando l’innovazione diventa un progetto di cambiamento per la città” scritto da Marco Buemi, Esperto URBACT, Coordinatore UNIDAS4EU per Vicenza, pubblicato nel portale di programma.
  • Link al video Tech Warriors Hackathon on Gender-Based Violence
  • Scheda del progetto realizzata dall'UO Cooperazione territoriale e strategie macroregionali europee