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Cooperazione territoriale

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BLUECRAB | Controllo, mitigazione e interventi per la gestione del granchio blu

Un progetto Interreg Italia-Slovenia per la protezione della biodiversità nell’Alto Adriatico

30 set 2026

Granchio blu: una sfida per l'Alto Adriatico

Il granchio blu è arrivato sulle coste dell’Alto Adriatico e rappresenta una minaccia per la biodiversità marina e per le attività legate al mare, dalla pesca alla molluschicoltura. Per affrontare questa sfida nasce BLUECRAB – Controllo, mitigazione e interventi per la gestione del granchio blu: un approccio transfrontaliero, un progetto per sviluppare strumenti e strategie condivise per monitorare e gestire la diffusione della specie.

 

Avviato nell’aprile 2024 e in conclusione nell’ottobre 2026, BLUECRAB è finanziato dal programma Interreg Italia-Slovenia 2021-2027 e coinvolge Confcooperative Veneto, in qualità di partner capofila e, tra gli altri, la Federazione Provinciale Coldiretti Venezia come partner progettuale. Sul territorio veneto partecipano inoltre, in qualità di partner associati, Veneto Agricoltura – Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario, ARPAV – Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto e Regione del Veneto.


Dal problema alla ricerca di soluzioni

«Il granchio blu non è soltanto un’emergenza ambientale, ma una questione che riguarda direttamente la tenuta economica delle nostre imprese e il futuro della pesca e della molluschicoltura», ricorda Paolo Tiozzo, presidente di Confcooperative Veneto.


L’aumento della presenza del granchio blu ha messo sotto pressione gli ecosistemi dell’Alto Adriatico e le attività che da essi dipendono. BLUECRAB nasce con l’obiettivo di sviluppare strumenti concreti per monitorare la diffusione della specie e mitigarne gli effetti, attraverso la collaborazione tra ricerca, istituzioni, pescatori e comunità locali.

Il progetto ha quindi sviluppato sistemi di monitoraggio e pratiche di pesca selettiva, con l’obiettivo di rafforzare la capacità dei territori di conoscere e gestire la presenza del granchio blu e, al tempo stesso, sostenere gli operatori della pesca e le comunità locali coinvolte.


Dal contrasto alla valorizzazione

Affrontare il problema significa anche interrogarsi su come trasformare una presenza invasiva in una possibile risorsa. BLUECRAB ha quindi esplorato anche le possibilità di valorizzazione gastronomica del granchio blu. 

Questa attività si è concretizzata in diverse occasioni. Nel luglio 2025, durante il Festival "Campagna Amica" a Jesolo, organizzato da Coldiretti Venezia, è stato proposto un aperitivo a base di granchio blu preparato da un’azienda di pescatori. Nel settembre 2026, una nuova edizione del Festival, a Caorle, ha presentato prodotti e preparazioni a base di questa specie.

Anche la conferenza finale di BLUECRAB, svoltasi il 24 settembre 2026 a Chioggia, ha dedicato uno spazio alla valorizzazione gastronomica, con un Food Lab sul granchio blu ispirato alla filosofia Slow Food. Gli allievi e i formatori di ENAIP Veneto – Scuola di Chioggia hanno curato la preparazione e il servizio di una degustazione di specialità a base di granchio blu.

 

«Portare il granchio blu in cucina significa sperimentare nuovi utilizzi, formare i professionisti della ristorazione e contribuire a creare una cultura del consumo. Non è la soluzione al problema, ma può diventare uno degli strumenti attraverso cui trasformare una presenza invasiva anche in una risorsa alimentare proteica ed economica», spiega Stefano Cicigoi di ENAIP Veneto.


Uno sguardo al futuro

«BLUECRAB ci ha consentito di mettere attorno allo stesso tavolo ricerca, istituzioni e mondo produttivo, costruendo strumenti e conoscenze condivise. È questa la strada da seguire: affrontare il problema insieme, superando i confini amministrativi e partendo dalle esigenze concrete di chi vive e lavora ogni giorno sul mare», sottolinea Paolo Tiozzo.


La gestione del granchio blu da parte di BLUECRAB mostra come una sfida ambientale possa essere affrontata con successo in modo condiviso. Fenomeni che non conoscono confini richiedono infatti risposte capaci di andare oltre i singoli territori, mettendo in comune ricerca, competenze e conoscenze per rispondere alle esigenze di chi vive e lavora sul mare.