AidMIRE - Maxi-emergenze senza confini: la sanità italo-slovena fa squadra - Cooperazione Territoriale
AidMIRE - Maxi-emergenze senza confini: la sanità italo-slovena fa squadra
Cataclismi naturali, attentati terroristici, incidenti industriali, emergenze sanitarie di vasta portata e minacce complesse non conoscono confini. Per affrontarle, le sanità del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia hanno scelto di fare sistema, costruendo una risposta condivisa, tecnologicamente avanzata e realmente transfrontaliera.
È il risultato di quasi dieci anni di cooperazione culminati nel progetto europeo AidMIRE – Aid to Major Incident Response Evolvement, finanziato dal Programma Interreg Italia–Slovenia 2021–2027. Il progetto coinvolge AULSS 3 Serenissima, ASUGI Trieste, l’Ospedale Generale e la Casa della Salute di Isola e la Casa della Salute di Sežana, consolidando e ampliando l’esperienza del precedente progetto NEXAid, riconosciuto dall’Unione Europea per la sua efficacia.
Rispetto a NEXAid - di cui AULSS3 è stato capofila - AidMIRE estende l’ambito geografico e operativo, aggiorna i protocolli clinici e logistici e rafforza l’integrazione tra le strutture sanitarie dei due Paesi. Grazie a investimenti europei pari a circa 750 mila euro, il progetto ha costruito una rete capace di superare barriere linguistiche, organizzative e tecnologiche nella gestione delle maxi-emergenze sanitarie.
Formazione congiunta, addestramento continuo ed esercitazioni sul campo sono i pilastri dell’iniziativa. Gli operatori sanitari si sono confrontati con scenari ad alta complessità – disastri ambientali, incidenti chimici, epidemie, deragliamenti ferroviari ed eventi marittimi estremi – simulando situazioni critiche lungo il confine terrestre e marittimo tra Italia e Slovenia.
AidMIRE ha già realizzato tre grandi esercitazioni internazionali, a Nova Gorica, Marghera e presso il Castello di Socerb, coinvolgendo Protezione Civile, servizi di emergenza e strutture sanitarie. In parallelo sono stati attivati 65 corsi di formazione, con oltre 100 operatori sanitari formati tra Trieste, Venezia, Isola e Sežana.
Particolarmente d’impatto il video realizzato durante la terza simulazione, disponibile al link
https://www.youtube.com/watch?v=kja2haiS3CE
«Le simulazioni sul campo sono fondamentali – spiega Biagio Epifani, responsabile scientifico del progetto e primario del Pronto soccorso di Mirano – perché permettono di testare la prontezza dei sistemi sanitari e individuare margini di miglioramento nelle procedure e nelle tecnologie, soprattutto nel trattamento dei politraumi in contesti transfrontalieri, dove le organizzazioni sanitarie sono diverse».
I finanziamenti europei hanno inoltre potenziato la dotazione tecnologica: l’Ulss 3 ha realizzato un nuovo centro di simulazione con software di realtà aumentata e visori immersivi, che consentono di affrontare emergenze intra ed extraospedaliere, gestire pazienti politraumatizzati, simulare casi clinici personalizzabili e interagire con i familiari dei pazienti attraverso dialoghi in tempo reale basati su intelligenza artificiale.
Tra i corsi realizzati figura anche l’utilizzo degli ecografi portatili point of care, strumenti chiave per migliorare diagnosi e decisioni cliniche in contesti critici. Parallelamente, le centrali operative del Suem 118 si sono dotate di rilevatori per il triage sul posto (sistema Maxxie) e di un nuovo ponte radio transfrontaliero, che garantisce un canale unico e dedicato al coordinamento delle squadre di soccorso.
Il progetto si è ufficialmente concluso il 27 novembre 2025 a Trieste, con la conferenza stampa finale ospitata da ASUGI. In questa occasione sono stati firmati i Protocolli d’Intesa tra i Direttori Generali delle aziende sanitarie partner, sancendo la volontà di proseguire una collaborazione stabile e strutturata nella gestione delle emergenze sanitarie di confine. L’evento ha fatto seguito alla Conferenza Finale di Venezia del 10 ottobre, tenutasi presso l'Ospedale SS. Giovanni e Paolo, che ha riunito istituzioni sanitarie, autorità europee e rappresentanti della cooperazione territoriale. In quella sede sono stati presentati i principali risultati di AidMIRE e avviato un confronto europeo sulle strategie comuni di risposta alle crisi.
Con AidMIRE si chiude un progetto, ma si apre una nuova prospettiva: una governance sanitaria transfrontaliera più solida, protocolli condivisi, competenze integrate e una rete stabile tra istituzioni italiane e slovene. In un’Europa chiamata a rispondere a pandemie, crisi climatiche e nuove vulnerabilità, AidMIRE si propone come modello replicabile di cooperazione e resilienza sanitaria.
